ILTESTO DELL’APPELLO
Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica dalle accuse che gli vengono rivolte.
COMITATO ‘NO BERLUSCONI DAY’
I N.A.B.A.B.B.I pensano che…
Infatti, come previsto dall’art. 93 della nostra Costituzione, il Presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi e i suoi ministri, prima di assumere le funzioni, hanno prestato giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Questa la formula del giuramento: ”Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”.
Il giuramento costituisce l’atto sostanziale attraverso il quale il Presidente del Consiglio ed i Ministri, che svolgono funzioni pubbliche fondamentali, esprimono fedeltà alla Repubblica, e giurano di osservare lealmente la Costituzione e le leggi fondamentali dello Stato e di esercitare le proprie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione.
La cerimonia solenne si è svolta al Quirinale alle ore 17.00 del 8 maggio 2008.
Le dimissioni di Berlusconi e del suo Governo rappresentano inoltre il minimo della pena perchè nel passato……
Cicerone condannava lo spergiuro con la «rovina» e l’esposizione all’umana infamia: «Periurii poena divina exitium, humana dedecus – La pena divina dello spergiuro è la rovina e l’infamia/il disprezzo degli uomini» (De legibus, II, 10, 23; cf anche De officis, III, 29, 104;in Cicerone, Opere politiche e filosofiche, a c. di Leonardo Ferrero e Nevio Zorzetti, vol. I, UTET, Torino, 1974, risp. p. 489 e p. 823).
Anche il Diritto Canonico, riserva allo spergiuro «una giusta pena» (CJC, can. 1368).
E se fossimo nel Medioevo…..
Poiché chi è reo di falso è pericoloso a tre persone, a Dio, al giudice ed alla parte avversa, stabiliamo ed ordiniamo che il teste che fornisce falsa testimonianza, o che la fa presentare, se sottoposto a tortura, o se spontaneamente avrà confessato di essere un falsario, sia legittimamente messo alla gogna con la mitra in testa e condannato a 10 libre di denari per ogni volta e per ciascuno. Se il reo non avrà effettivamente pagato tale condanna e pena entro 15 giorni dal giorno della condanna, allora gli sia posta in testa una mitra di carta ed intorno a detta mitra sia scritto il nome del falsario. E costui sia poi pubblicamente legato per la gola alla catena del Comune posta vicino alla loggia del Pubblico Palazzo e alla piazza pubblica e vi stia legato sino a quando l’ufficiale non lo riterrà opportuno; e poi gli sia amputata una mano.
Tratto da: http://www.comune.jesi.an.it/conti/alunni/GINA99/TJESI/falsar.htm


